Sull’io e il “noi”

Nella mia visione del mondo e della mente, il “noi” non esiste come entità singola ma come gruppo, anzi come sistema (molto instabile) di sistemi. Una mappa del “noi” così inteso risiede nella mente di ogni umano e costituisce un termine di riferimento negli algoritmi mentali. D’altro canto l’io cosciente di un individuo è solo una (piccola) parte della sua mente, cioè è la parte cosciente di una mente prevalentemente inconscia. E’ un agente mentale tra tanti altri e i suoi poteri sono molto limitati, anche perché è manipolato dall’inconscio, cioè da un certo numero di agenti mentali inconsci. In tal senso l’io cosciente è schiavo, anche se ha (apparentemente) qualche margine di libertà, potendo, ad esempio, inibire il comportamento e fare alcune scelte. Tuttavia il libero arbitrio è oggetto di discussione filosofica e scientifica e la sua esistenza è messa in dubbio da molti studiosi. Io preferisco credere che esista e che sia molto limitato e raro, ma non ho alcuna prova che sia così. E’ una scelta di comodo, forse un prodotto della schiavitù del mio io cosciente, che è indotto a credere di essere libero pur non essendolo.

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