Vangelo ateo (umanista)

Il vangelo cristiano giunto fino a noi (inteso come il Nuovo Testamento della Bibbia) è, a mio avviso, incompatibile con la modernità. La sua “buona novella” (questa è l’etimologia di “vangelo”) non è più buona, ammesso che lo sia mai stata.

Per affrontare le sfide del nostro tempo e per evitare il rischio di una catastrofica estinzione della nostra specie a causa dello sfruttamento incontrollato e dell’inquinamento del pianeta, abbiamo bisogno di sostituire il vangelo cristiano con un nuovo testo adatto alla nostra epoca. Dovrebbe essere un libro di 200-300 pagine che delinei le cose più importanti per il nostro benessere psico-fisico individuale e per la convivenza civile pacifica, risultanti dalle scoperte scientifiche e dalle riflessioni umanistiche più recenti.

Abbiamo bisogno di questo nuovo vangelo per condividere su scala mondiale (tra miliardi di persone) le nozioni essenziali utili per una sana interazione tra esseri umani, e per ridurre le cause che la ostacolano, tra cui la competizione sfrenata, il conformismo acritico e la mancanza di empatia verso i meno fortunati.

A mio avviso il vangelo cristiano ha vari difetti che lo rendono anacronistico e impraticabile, tra cui i seguenti.

  • Fa continuamente riferimento al Dio dell’Antico testamento come autorità suprema e assoluta che premia e castiga gli umani in funzione di una cieca sottomissione al suo volere. Questi riferimenti sviliscono l’uomo riducendolo a schiavo di un indiscutibile volere altrui, sono incompatibili con l’ateismo e l’agnosticismo sempre più diffusi, e rendono di conseguenza il testo evangelico non credibile razionalmente.
  • Non sostituisce l’Antico testamento (pieno di atrocità e assurdità commesse o volute da Dio), ma lo completa, e in tal senso lo conferma e lo convalida.
  • Propone un’etica non realistica, praticabile solo da “santi”, non da persone comuni. Amare il prossimo come se stessi, porgere l’altra guancia in caso di offesa, rinunciare ad ogni ricchezza, ecc. sono precetti fondamentali della dottrina evangelica, che però quasi nessuno dei sedicenti cristiani pratica, determinando una discrepanza incolmabile, strutturale, tra credenza religiosa e comportamento effettivo verso il prossimo, che dà luogo ad un senso di colpa sistematico o ad una cecità alle incoerenze.
  • Sminuisce l’importanza della felicità terrena  (fino al disprezzo di essa) a favore di quella presunta ultraterrena. Elogia e glorifica i perdenti e i sofferenti promettendo loro una ricompensa dopo la morte. Dice che “gli ultimi saranno i primi”, ma non in questa vita. Una promessa che non vale nulla per chi non crede in una vita dopo la morte, né nell’esistenza di un Dio giudicante.
  • Non giustifica la necessità di rispettare il prossimo e di solidarizzare con esso se non per imposizione divina. Infatti, per il Vangelo dovremmo essere altruisti solo perché Dio ce lo chiede, per cui chi non crede in Dio non avrebbe alcun motivo per amare il prossimo. Gli altri, in tal senso, non avrebbero alcun valore in quanto esseri umani (simili ed empatici gli uni verso gli altri), ma solo in quanto creature (e quindi proprietà) di Dio.
  • Non tollera chi non accetta il messaggio cristiano o non rispetta la legge divina. Infatti Gesù si adira contro gli empi e dice che “chi non è con me è contro di me”. Una frase tutt’altro che pacifista, che suona come una sfida e una minaccia di punizione nei confronti dei non credenti. Tale atteggiamento polarizza la società dividendola in due schieramenti (credenti contro non credenti) in lotta tra loro senza possibili compromessi né reciproca accettazione. Infatti, in nome del vangelo (in quanto emblema del cristianesimo) sono stati commessi innumerevoli crimini e genocidi ad opera o per ordine delle autorità cristiane.
  • Fa leva sui miracoli per convincere i lettori della natura divina di Gesù, rendendo l’intero testo non credibile agli occhi di chi non crede nei miracoli stessi.
  • Impone di credere acriticamente alle affermazioni di Gesù presentandole come verità assolute, indiscutibili e sufficienti per piacere a Dio.
  • Narra del sacrificio umano volontario (in pratica un suicidio) commesso da Gesù in onore di Dio, per placare la sua ira, non essendo stati sufficienti i sacrifici animali e i riti a lui dedicati per convincerlo a riaprire le porte del Paradiso. Questo fatto, che costituisce il nucleo fondante del cristianesimo, ci mostra Dio come un essere sadico, irascibile e vendicativo. Infatti, secondo la dottrina cristiana, Gesù (l’agnello sacrificale di Dio), nel suo ruolo di “salvatore” e di “redentore”, ci ha salvati dall’ira del Padre e ci ha redenti dal peccato originale che il Padre stesso ha addebitato all’umanità. Si tratta di un peccato commesso ingenuamente da Adamo ed Eva, non di peccati commessi dai loro discendenti. L’idea di un Dio che si compiace di sacrifici (animali e umani), e che punisce in modo sproporzionato (infinito) rispetto alla colpa, è incompatibile con qualsiasi etica.
  • Non ha alcun senso dell’umorismo e presenta una visione apocalittica e terrificante del futuro per i non credenti.
  • La figura di Cristo costituisce pertanto un modello impossibile da imitare, se non in modo illusorio o schizofrenico.

Nessuno dei difetti sopra elencati deve trovarsi nel nuovo vangelo, i cui requisiti possono essere riassunti come segue.

  • Deve proporre principi morali senza fare riferimento ad agenti soprannaturali né esoterici (per questo lo chiamo vangelo ateo e umanista), ma deve basarsi su fatti naturali descritti dalla biologia e dalle scienze umane e sociali. Esempi di principi morali in tal senso si trovano in questo articolo.
  • Deve porsi come obiettivo la minore sofferenza e la maggiore gioia possibili per l’intera umanità, in questa vita.
  • Deve partire dallo studio dei bisogni umani e delle cause che ne ostacolano la soddisfazione.
  • Deve divulgare idee (sulla vita in generale e sulla natura umana in particolare) che tutti possano comprendere, e deve raccomandare comportamenti virtuosi che tutti possano praticare senza eccessive difficoltà. In altre parole, non deve essere elitario, ma popolare, cioè deve essere comprensibile da chiunque possieda un’istruzione media.
  • Non deve avere la presunzione di affermare verità assolute, ma la consapevolezza di offrire conoscenze suscettibili di essere migliorate e corrette. A tale scopo, per non assumere un tono troppo grave e arrogante, e per non incutere soggezione, deve includere un giusta dose di ottimismo, di poesia e di umorismo.
  • Non deve essere contraddittorio, né arbitrario, né soggettivo. A tale scopo deve essere scritto da una commissione ben coordinata di “evangelisti” laici di larghe vedute.

Invito chi è interessato a contribuire alla redazione (o anche solo alla revisione) del nuovo vangelo, a contattarmi.

 

Un commento

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