Appartenenze e logiche di classificazione

A proposito dei processi mentali consci e inconsci che riguardano le appartenenze, per esempio, come fa una persona a stabilire se una certa altra persona gli vuole bene? La risposta a tale domanda si ottiene attraverso un processo (per lo più inconscio) di classificazione.

Vale a dire che il soggetto deve stabilire se una certa persona appartiene alla “classe” (categoria, o insieme) di coloro che gli vogliono bene, e per questo considera (per lo più inconsciamente) le caratteristiche di tale classe.

Se il soggetto presume che la persona in questione corrisponde a quelle caratteristiche, cioè ne è portatore, allora il soggetto stabilisce che essa gli vuole bene. In altre parole, affinché il soggetto consideri quella persona benevola nei suoi riguardi, essa deve “dimostrare” certe caratteristiche, certi aspetti, certe forme di comportamento tipiche della classe delle persone che gli vogliono bene.

Ovviamente le risposte a tali domande sono normalmente intuitive e inconsapevoli, tuttavia l’inconscio ha le sue logiche di classificazione (più o meno razionali o irrazionali), che la psicologia dovrebbe aiutarci a decifrare.

Per concludere potremmo definire il termine “classificare” come segue: Attribuire ad una persona o cosa certe appartenenze, ovvero l’appartenenza a certe classi (categorie o insiemi), secondo le presunte caratteristiche delle classi stesse.

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