Bisogno di importanza

Ogni umano ha bisogno di essere importante per un certo numero di altri. Per “importante” qui intendo rilevante, che conta qualcosa, che non è indifferente agli occhi degli altri, che ha una certa influenza nel comportamento altrui.

Questo bisogno si spiega col fatto che siamo interdipendenti e che non possiamo sopravvivere né soddisfare i nostri bisogni senza la cooperazione da parte di un certo numero di altre persone, cooperazione che dipende da quanto siamo importanti per i nostri candidati cooperatori.

Il problema dell’importanza è complesso anche per il fatto che si tratta di una “grandezza” relativa e variabile, e che noi tendiamo consciamente o inconsciamente a misurare (o valutare) le importanze delle varie persone al fine di stabilire una gerarchia di importanza, o, meglio,  gerarchie di importanze, giacché una importanza è sempre relativa ad un certo contesto.

In altre parole, ognuno di noi si chiede, consciamente o inconsciamente, rispetto a ciascuna altra persona: chi tra di noi è più importante? E se qualcuno cerca di apparire importante, la cosa ci irrita, perché è come se quello volesse dimostrare di essere più importante di noi.

Questo avviene perché la cooperazione tra umani è competitiva, cioè ognuno sceglie con chi cooperare e con chi non cooperare secondo l’importanza che attribuisce ai candidati “compagni” rispetto ai propri interessi.

Perciò per molti è preferibile essere disprezzati che ignorati. Perché noi disprezziamo solo persone a cui attribuiamo una certa importanza, sia pure negativa, piuttosto che coloro che ci sono indifferenti, ovvero non sono importanti per noi, né nel bene, né nel male.

In conclusione, è bene tenere sempre a mente che sia noi, che gli altri, abbiamo bisogno di essere riconosciuti come importanti da un certo numero di persone, riconoscimento senza il quale siamo ansiosi, depressi o in preda al panico, e comunque infelici.

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