Il mondo come ecologia di motivazioni
Il mondo vivente è un’ecologia di motivazioni e di strategie di soddisfazione.
Il mondo vivente è un’ecologia di motivazioni e di strategie di soddisfazione.
Ognuno è portatore di motivazioni e di strategie di soddisfazione più o meno sinergiche o conflittuali o rispetto a quelle altrui. Tali motivazioni e strategie di soddisfazione inducono ognuno a cooperare e/o a competere con …
Non cambiare nulla nel proprio comportamento significa assistere con indifferenza al disfacimento della biosfera e della società.
Quando parliamo di utilità, riferendoci sia a cose che a persone, intendiamo normalmente (e giustamente) la capacità e la disponibilità (di una certa cosa o persona) di servire ad uno scopo, di soddisfare un bisogno …
I nostri antenati non hanno fatto grandi danni all’ambiente perché non avevano i mezzi tecnici per farlo.
Parti della mia persona interagiscono automaticamente tra loro e con parti del resto del mondo per soddisfare i loro bisogni o quelli di coloro che le usano.
Per risolvere efficacemente un problema difficile, ritengo utile considerarlo come una serie di problemi interconnessi, da indagare con un approccio sistemico, socio-ecologico e complesso. In primo luogo, è necessario rilevare le cause, gli effetti e …
L’inconscio è un ecosistema virtuale popolato da amici (ovvero collaboratori) più o meno gelosi, e da nemici (ovvero concorrenti) più o meno leali. La classificazione di ciascun ente inconscio in amico o nemico può essere …
C’è qualcosa che non mi è chiaro negli articoli e nei post che fanno appello ad un’assunzione di responsabilità ecologica e raccomandano cambiamenti di comportamento per migliorare la società e il pianeta. Non capisco se …
Il microcosmo (cioè una mente) e il macrocosmo (cioè il mondo ad essa esterno) sono ecologie di bisogni e di conseguenti volontà. Perciò la questione fondamentale in ogni momento e in ogni luogo è: chi …
L’incontro tra due particolari entità (forme, idee, organismi ecc.) può danneggiare o rinforzare ciascuna di esse o dar vita a una terza entità.
Dobbiamo essere felici di morire (al momento opportuno) perché la nostra morte è indispensabile per la sopravvivenza della nostra specie e quella dell’ambiente che ci ospita. Se nessuno di noi morisse, la vita diventerebbe impossibile.
Per valutare i rischi ecologici che ci riguardano, prima che filosofi e politici, sono indispensabili fisici, chimici, biologi, etologi e ingegneri.
Noi siamo i modi in cui interagiamo col nostro ambiente sociale, naturale e mediatico.