Sulla felicità come illusione
Se la felicità fosse un’illusione, per ottenerla basterebbe illudersi.
Se la felicità fosse un’illusione, per ottenerla basterebbe illudersi.
Il successo e la felicità di un individuo si misurano con la quantità di persone che lo desiderano come interlocutore, o partner, compagno, amico, amante, alleato, maestro, guaritore, guida, capo, collaboratore, giudice, consigliere, protettore, fornitore, …
È offensivo attribuire all’infelice tutta la colpa della sua infelicità. Infatti la colpa è triplice: prima di tutto della natura, poi degli altri, infine di se stessi.
Da un punto di vista sintattico la frase “la vita è bella” è monca. Siccome la vita non è sempre bella, né per tutti, bisogna sempre aggiungere per chi, dove, e quando.
Un momento di felicità fa dimenticare le infelicità passate passate, e non fa prevedere quelle future.
Suppongo che la “volontà di potenza” di Nietzscheana memoria, che io preferisco chiamare “volontà di potere” (sull’ambiente, su se stessi e sugli altri umani) serva alla sopravvivenza e alla soddisfazione dei bisogni e dei desideri …
Dover fare qualcosa, farla, e averla fatta rende felici per un po’ di tempo.
La felicità è un diritto, ma non una garanzia, non un’assicurazione. È una fortuna, che può essere favorita o sfavorita dal comportamento proprio e altrui.
Qualcosa mi dice: fai questo e sarai felice. E già comincio a pregustare con piacere una nuova felicità. Tale piacere durerà almeno fino al momento in cui qualcosa mi dimostrerà che quella promessa non è …
Speranze e illusioni sono importanti per la felicità. Oggetto di speranze sono soprattutto delle relazioni sociali soddisfacenti. Infatti la felicità dipende molto da speranze, ovvero previsioni, di soddisfazione di certi bisogni, in particolare il bisogno …