Come le donne pensano

Recentemente un mio amico mi ha invitato a scrivere qualcosa sul tema: “come le donne pensano”. Inizialmente riluttante, ho poi accettato l’invito come sfida intellettuale e ne è risultato l’articolo che state leggendo.

Il titolo del tema presuppone che le donne pensino in modo diverso dagli uomini, e mi sono chiesto se ciò sia vero, ed eventualmente in quali ambiti.

Mi sono anche chiesto, ammesso che le donne pensino diversamente dagli uomini, come facciamo noi uomini a sapere come le donne pensano, se non sono esse stesse a dircelo. Altrimenti dovremmo dedurlo dal loro comportamento, cioè da ciò che esse dicono e fanno, con tutti i rischi di falsa interpretazione che tale deduzione comporta, trattandosi di “processo alle intenzioni”.

Poi c’è un’altra questione: tutte le donne pensano nello stesso modo? Direi di no, come è vero che non tutti gli uomini pensano alla stesso modo, e come è vero che la femminilità non è distribuita in modo uguale tra le donne, nel senso che alcune sono più femminili di altre, così come certi uomini sono più mascolini di altri. Per non parlare dell’omosessualità e bisessualità femminile e di quella maschile, dove mascolinità e femminilità del carattere sono difficili da determinare.

Per farla breve, in base alle mie esperienze con le donne, mi pare che ciò che più differenzi il pensiero femminile da quello maschile (in generale e con molte eccezioni), sia un certo vittimismo delle donne, in quanto tendono a considerarsi storicamente e ancora oggi sfruttate dagli uomini e da essi considerate inferiori, cioè adatte solo ai lavori domestici e alla puericultura, cosa secondo me innegabile e di cui noi maschietti dovremmo fare ammenda.

Un’altro aspetto che a mio avviso differenzia il pensiero femminile da quello maschile, è una certa passività nella ricerca dei partner sessuali, nel senso che molte donne curano il loro aspetto fisico, il loro abbigliamento e la loro reputazione monogamica sperando che ciò le renda attraenti come  candidate mogli per qualche uomo “speciale”, che sperano passivamente di incontrare dall’età della pubertà fino al matrimonio, e forse anche oltre, senza cercarlo attivamente, cioè senza prendere iniziative esplicite in tal senso.

Inoltre mi azzardo a dire che molte donne sperano di incontrare un uomo forte ma gentile, su cui esercitare un certo potere in nome dell’amore, un’aspettativa che raramente viene soddisfatta dato che il concetto di amore è molto diverso per i due sessi (pur con molte eccezioni).

Penso di aver già detto troppo e spero nella clemenza delle donne che mi hanno ascoltato.

2 commenti

  1. Umberto micciarelli

    Alla base della diversità del pensiero fra donne e uomini c’è senz’altro il diverso tipo di vissuto formativo vhe avviene nell’infanzia. È tutto il rapporto uomo – donna ad essere inquinato proprio per questo motivo.
    Il discorso diventerebbe troppo lungo se andassimo a scovare le radici storico- antropologiche della differenziazione dei ruoli e della strutturazione della persona.
    I nodi vengono cmq vengono al pettine non solo da oggi.
    Quelle che sono le esigenze, le attese nei maschi e nelle femmine e la loro diversità sembrano del tutto ” naturali”.
    Ma sappiamo bene che fra gli umani niente più è cultura dal giorno della ” cacciata dall’eden”, da quello della fine dell’ ” età dell’oro”, tutti i miti insomma che si rifanno al ” salto” avvenuto dell’animalità ” istintuale all’umanità di coscienze e immaginazione.
    Tutta questa diversità insomma col tempo( tanto e tanto tempo) ci sembra naturale.
    Spiegare queste tensioni o contraddizioni nel rapporto e difficilissimo.
    È come spiegare ad un pesce che lui è bagnato.

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