Distinguere il reale dal virtuale

È difficile distinguere il reale dal virtuale, cioè dall’immaginario e dal pensato, perché in ogni caso la nostra conoscenza del reale è filtrata, trasformata e interpretata automaticamente dal nostro sistema nervoso. Certo, sappiamo quasi tutti che ciò che abbiamo sognato la notte scorsa era un sogno e non un avvenimento reale, ma come possiamo essere sicuri che ciò che crediamo essere realmente avvenuto o che crediamo che stia realmente avvenendo sia realmente e completamente reale?

Quando immaginiamo o pensiamo qualcosa, le immagini e i pensieri che scorrono nella nostra coscienza sono reali in quanto processi mentali, ma in quale misura corrispondono a oggetti, fatti ed eventi della realtà?

Alfred Korzybski ci ha ammoniti a non confondere la mappa col territorio, perché sono due cose di natura e di dimensioni molto diverse, anche se la prima dovrebbe rappresentare alcuni aspetti o caratteristiche del secondo. Infatti la quantità di informazione contenuta in una mappa è infinitamente più piccola  di quella contenuta in un territorio. In altre parole, una mappa, anche la più precisa, costituisce un’infinitesima riduzione di un territorio.

Tutti i nostri processi mentali sono basati su elaborazioni di mappe, cioè di configurazioni e di associazioni di oggetti mentali (concetti e immagini), e in tal senso le nostre idee sono infinitamente ridotte rispetto alla dimensione e alla complessità della realtà, e non potrebbe essere altrimenti. Se il nostro cervello dovesse contenere tutti i contenuti della realtà, dovrebbe essere grande quanto il mondo reale.

Dobbiamo dunque rassegnarci a considerare la realtà qualcosa di inconoscibile se non in maniera infinitamente ridotta, e a conoscere di essa solo ciò che ci interessa per la nostra vita, cioè solo ciò che influisce sul nostro benessere e malessere. Infatti i nostri piaceri e dolori sono le uniche cose reali che possiamo realmente conoscere, dato che sono ciò che proviamo direttamente e non qualcosa che esiste al di fuori del nostro corpo e della nostra capacità di provarli.

Per concludere, tutto ciò che passa per la nostra mente, tutto ciò che la nostra mente elabora è virtuale in quanto mappe (più o meno fedeli) di una realtà. Ciò che conta è allora la coerenza tra il virtuale della nostra mente e il reale del mondo esterno ad essa, vale a dire la precisione delle mappe che noi usiamo per raggiungere i nostri obiettivi, in modo tale che ci permettano di prendere le strade più efficaci per raggiungerli.

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