Lo spirito della comunità

Io presumo che nella mente di ogni umano, o almeno nella mia, vi sia un agente, prodotto da una rete di cellule nervose, che chiamerei “spirito della comunità”. A mio parere, esso è autonomo rispetto alla coscienza e alla volontà del soggetto, e corrisponde in parte al super-io freudiano, ma è molto più esteso di questo in quanto a funzioni, funzionamento e aree di competenza.

Lo “spirito della comunità” da me prefigurato, che nel seguito per brevità chiamerò COM,  rappresenta la comunità ideale a cui l’io cosciente vorrebbe appartenere. COM è un agente nel senso che è attivo, cioè agisce in autonomia. Più precisamente, esso interagisce con l’io cosciente mediante i sentimenti (piacere, dolore, noia, eccitazione, sicurezza, insicurezza, ecc.) che è in grado di generare.

L’interazione tra l’io cosciente e COM consiste in un dialogo immaginario, come se COM fosse una persona che rappresenta l’intera comunità ideale, o l’intera umanità, escluse le persone con cui il soggetto non vorrebbe avere nulla a che fare.

COM reagisce ai messaggi che l’io cosciente gli rivolge in forma di pensieri, dando luogo a sentimenti di approvazione o disapprovazione, senso di dignità o senso di colpa, incoraggiamento o scoraggiamento, sicurezza o insicurezza, piacere o sofferenza, ecc.

COM esige un’interazione molto frequente con l’io cosciente, e se questo lo ignora o lo trascura oltre un certo tempo, attira la sua attenzione generando un sentimento di ansia, angoscia o panico, per placare il quale l’io cosciente è indotto a riprendere le interazini con esso.

COM è un confidente, un consigliere, ma anche un’autorità morale, nel senso che giudica, premia e condanna il soggetto, secondo i principi morali da questo interiorizzati .

Interagendo con COM, l’io cosciente mantiene vive le sue relazioni col prossimo e si prepara e allena ad interagire con persone reali.

Ognuno ha il suo COM personale e soggettivo, che dipende dal proprio temperamento genetico e dalle proprie esperienze. COM può essere più o meno corrispondente o compatibile rispetto all’ambiente sociale in cui il soggetto si trova a vivere, e può essere nei confronti d esso più o meno conflittuale.

COM non può essere ignorato né sottovalutato a lungo dal soggetto perché da esso dipendeono il proprio umore, la propria serenità, il proprio compiacimento, la propria  ansia, e può persino provocare attacchi di panico se non viene trattato a dovere dall’io cosciente. Si può infatti dire che COM esige rispetto e fa in modo da ottenerlo  con la forza dei sentimenti e delle emozioni che è capace di generare.

Quanto ho scritto su COM non proviene da alcuna teoria psicologica, psichiatrica, neurologica o filosofica, ma è frutto delle mie intuizioni, speculazioni ed esperienze. Ritengo tuttavia che il concetto di “spirito della comunità” sia compatibile con le più diffuse teorie psicologiche, tra cui, in special modo, l’Altro generalizzato di George Herbert Mead.

Segue un disegno che potrebbe essere usato come simbolo dello Spirito della comunità.

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