Meditazione cibernetica

In questo articolo propongo uno speciale tipo di meditazione da me inventato, a cui ho dato il nome di “meditazione cibernetica”. L’aggettivo “cibernetica” si riferisce ad un approccio cibernetico (o sistemico) alla conoscenza della natura umana.

La meditazione consiste nel ripetere le frasi-guida sotto riportate ogni volta che si sente il bisogno di capire di cosa si ha bisogno.

La meditazione cibernetica mira a migliorare la mente per vivere meglio, cioè per diminuire il dolore e aumentare il piacere nel medio e nel lungo termine.

Le frasi che seguono dovrebbero aiutarci a pensare a ciò che pensiamo e perché lo pensiamo, alle emozioni e ai sentimenti che proviamo e perché li proviamo, e alle scelte che facciamo e perché le facciamo.

Considerando che la conoscenza delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti può dar luogo a ulteriori emozioni e sentimenti, e che la conoscenza dei meccanismi delle nostre scelte può dar luogo a ulteriori scelte, possiamo dire che questi esercizi di meditazione sono esercizi di meta-pensiero (pensiero sul pensiero), meta-emozione (emozione sull’emozione), meta-sentimento (sentimento sul sentimento) e meta-motivazione (motivazione sulla motivazione).

La meditazione cibernetica non mira a modificare la mente in modi particolari, ma a comprendere il suo funzionamento corrente in modo da permettere cambiamenti sistemici spontanei, ma “educati”. Infatti, una buona conoscenza della propria situazione relazionale (in senso sistemico) può permettere alla persona di evolvere in senso consapevolmente adattivo per una migliore soddisfazione dei propri bisogni.

Frasi-guida da ripetere durante la meditazione:

  • I miei pensieri, i miei sentimenti e le mie scelte sono risposte automatiche (cognitive, emotive e motivazionali) agli stimoli esterni e interni (ovvero a ciò che vedo, odo, leggo, provo, penso, immagino ecc.).
  • Le mie risposte cognitive consistono in associazioni di idee.
  • Le mie risposte emotive consistono in gioie e sofferenze, piaceri e dolori, attrazioni e repulsioni, paure e rassicurazioni, ecc.
  • Le mie risposte motivazionali consistono in pulsioni a fare o non fare, pensare o non pensare, prendere o lasciare determinate cose.
  • Le mie associazioni tra stimoli e risposte consistono in programmi, cioè informazioni (usate come dati o istruzioni) registrate nel mio cervello e parzialmente modificabili.
  • Vorrei sapere quali parti dei miei programmi posso cambiare.
  • Vorrei sapere quali cambiamenti mi conviene realizzare al fine di soffrire di meno e godere di più, ora e in futuro.
  • Per modificare una certa associazione stimolo-risposta devo riprodurre idealmente lo stimolo e immaginare risposte diverse da quella abituale;  poi valutare se qualcuna delle risposte alternative mi può soddisfare.
  • Le mie sofferenze e i miei dolori sono conseguenze delle frustrazioni dei miei bisogni.
  • Le mie gioie e i miei piaceri sono conseguenze delle soddisfazioni dei miei bisogni.
  • I miei bisogni principali hanno come oggetto una sufficiente cooperazione e prevalenza nelle competizioni con gli altri.
  • Le cooperazioni e le competizioni concernono le interazioni fisiche, sessuali, politiche, belliche, economiche, organizzative, istituzionali, intellettuali, ludiche, culturali, estetiche,  morali ecc.
  • I miei bisogni di cooperazione e di prevalenza sono antitetici e richiedono interazioni, comunicazioni, negoziazioni, conciliazioni, compromessi, accordi, patti, regole, norme, leggi, diritti, doveri, obblighi, divieti, gerarchie, organizzazioni ecc. per soddisfare al meglio i bisogni di tutte le parti in gioco.
  • Devo sempre considerare che la nostra società tende a censurare le competizioni interpersonali non regolamentate, per cui queste vengono normalmente nascoste o mascherate.
  • Ripetere daccapo.
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