Reazioni cognitive, emotive e motive

Reazioni cognitive, emotive e motive

La mente umana è un sistema capace di apprendere, costruire, riconoscere (e a reagire a) certe entità (cioè simulacri mentali di realtà reali o immaginarie quali informazioni, forme, simboli, concetti, situazioni, oggetti, persone, gruppi, comunità ecc.) e di associare ad esse (1) altre entità o gruppi di entità, (2) emozioni (cioè piacere/dolore, attrazione/repulsione, senso di sicurezza/paura), e (3) motivazioni (cioè impulsi a fare o a non fare certe cose in presenza di certe entità.

Pertanto, quando la nostra mente riconosce una certa entità, essa attiva particolari reazioni cognitive, emotive e motive.

Lo scopo della psicologia e della psicoterapia dovrebbe essere quello di rilevare le reazioni “malsane” e contribuire a trasformarle in reazioni “sane” in termini di soddisfazione dei bisogni propri e altrui. Tale “cura” dovrebbe darci la possibilità di soffrire (e far soffrire altri) di meno, e di godere (e far godere altri) di più.

2 commenti

  1. Condivido in gran parte.
    Resta il mio dubbio generalissimo su come A possa giudicare sane o malsane azioni di B, anche se A è uno specialista.
    Altra questione sul “riconosce”: quelle entità possono anche essere state autoprodotte dal cervello accorpando elementi eterogenei cui attribuisce sensatezza e verità.

  2. Grazie Pietro. Riguardo al tuo dubbio sulla capacità di giudizio del soggetto o del terapeuta, purtroppo non ci sono garanzie sulla correttezza del giudizio, ma conviene provare, almeno per un po’ di tempo. Se il giudizio è sbagliato, non ci saranno miglioramenti, se il giudizio è corretto almento in parte, ci saranno miglioramenti nel giro di pochi mesi. Stabilire se ci sono stati miglioramenti è relativamente facile: basta chiedere al soggetto se è più o meno felice rispetto a prima della “cura”.

    Riguardo ala “riconoscimento” di entità, concordo con quanto hai detto. Ovviamente nell’analisi psicologica occorre sempre dubitare della “verita” delle opinioni del soggetto. Spesso le motiviazioni addotte dal soggetto per giustificare il suo comportamento sono false o irrilevanti, e servono solo a nascondere quelle vere, che possono essere “inconfessabili”.

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