L’inconscio non è uguale per tutti

Secondo una teoria formulata dallo psichiatra Luigi Anepeta (e da me estesa), nell’inconscio, oltre agli infiniti automatismi fisiologici e mentali dovuti alla ripetizione di percezioni e di azioni, ci sono due agenti mentali importantissimi: il super-io e l’io antitetico, che hanno “intenzioni” antagoniste: il primo vuole preservare l’appartenenza e l’integrazione sociale del sogetto, il secondo la sua libertà e individuazione.

Tali “agenti” (in quanto agiscono autonomamente per condizionare il comportamento del soggetto) corrispondono a due bisogni antagonisti di origine genetica (benché rinforzati o indeboliti da certi tipi di educazione), di intensità diversa da persona a persona. Nella maggioranza delle persone prevale il primo, in una minoranza (probabilmente dovuta ad una mutazione genetica) prevale il secondo.

Ciascuno dei due cerca di ottenere dalla volontà cosciente del soggetto il comportamento istintivamente “necessario” mediante l’attivazione di sentimenti positivi (piacere di vario tipo, eccitazione ecc.) e negativi (dolore, paura, ansia, panico ecc.) associati a certe idee, azioni o ipotesi di azioni considerate più o meno favorevoli rispetto ai bisogni che essi presidiano.

Di una idea, azione, o ipotesi di azione, gli agenti si chiedono: che valenza sociale essa può avere per me in termini di appartenenza, di libertà, di cooperazione e di competizione? In particolare il super-io si chiede: questa azione mi darebbe vantaggi o svantaggi in termini di cooperazione? Cioè aumenterebbe o diminuirebbe la mia integrazione sociale? Allo stesso tempo l’io antitetico si chiede: che vantaggi o svantaggi mi darebbe in termini di libertà e di competitività? Cioè di quanto contribuirebbe ad aumentare o a diminuirebbe la mia posizione nelle varie gerarchie sociali (intellettuale, politica, etica, estetica ecc.)?

Se la risposta complessiva dell’inconscio (cioè il bilancio tra la valutazione del super-io e quella dell’io antitetco) è che quell’idea o azione comporta svantaggi cooperativi o competitivi, l’inconscio demotiva il soggetto a perseguirla provocando un sentimento di ansia, paura, panico o disgusto nei confronti di quella cosa, che riduce o inibisce l’intelligenza del soggetto stesso e la sua capacità valutarne razionalmente i vantaggi e gli svantaggi per sé nel medio e lungo termine.

In tale ottica il conformismo è il prodotto più comune del super-io, e sono pochi coloro che dispongono di un un io antitetico abbastanza forte da prevalere sul super-io.

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