Autogoverno e controllo dell’umore

Autogoverno e controllo dell’umore

Possiamo volontariamente alterare il nostro tono emozionale, ovvero il nostro umore, per esempio per neutralizzare la tristezza, indurre l’allegria, neutralizzare la paura e l’ansia, indurre la serenità ecc.?

Penso proprio di no, e mi domando, nel caso in cui un giorno venisse inventato un farmaco che induce lo stato d’animo desiderato, se il suo uso non avrebbe effetti collaterali, per esempio causare dipendenze come le droghe? In effetti una tale farmaco sarebbe una droga a tutti gli effetti e altererebbe meccanismi biologici che si sono sviluppati nel corso dell’evoluzione per il nostro bene, anche se a volte ci causano emozioni sgradevoli e dolorose.

Io suppongo infatti che il piacere e il dolore, e i vari stati emotivi che li rivestono, siano il modo in cui il nostro inconscio o il nostro corpo ci segnalano qualcosa, ci inducono a fare qualcosa, a cambiare qualcosa, o a cercare qualcosa, per la nostra salute fisica e mentale, per la nostra sopravvivenza e per la soddisfazione dei nostri bisogni primari.

A mio parere, alterare tali meccanismi naturali  mediante una droga o un farmaco potrebbe mettere a rischio la nostra sopravvivenza e rendere più difficile la soddisfazione dei nostri bisogni.

Questi meccanismi controllano e dirigono il nostro comportamento. Saremmo noi capaci,  con la nostra coscienza, razionalità e volontà, di controllarci e dirigerci (auto-determinarci) meglio di quanto facciano il nostro corpo e il nostro inconscio? Ne dubito. Forse è meglio lasciar fare alla natura.

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