Sull’inefficacia del principio di non contraddizione

Sull’inefficacia del principio di non contraddizione

Un esempio di inefficacia del principio aristotelico di non contraddizione? La nocività o sicurezza dei vaccini. Secondo il principio di non contraddizione, un vaccino è nocivo “O” sicuro, non può essere al tempo stesso nocivo “E” sicuro. 

Dopo che una persona si è fatta vaccinare, passato un certo periodo di tempo, si saprà se per essa ci sono stati effetti nocivi, di che tipo e in quale misura. Secondo la logica non-aristotelica, il vaccino è a priori nocivo e sicuro al tempo stesso, perché in certi casi non ha effetti nocivi e in altri casi li ha. Dipende.

Nella logica non aristotelica ad ogni affermazione (che non sia una formula matematica o una convenzione condivisa) va aggiunto “dipende” o “in certi casi” o “in una certa misura”. Da cosa dipende, ovvero in quali casi, e in quale misura un vaccino è sicuro o nocivo? Dipende dal tipo di vaccino, dalla costituzione fisica e dalla salute pregressa del vaccinato, dallo stato di conservazione del vaccino, dell’effetto nocebo, ecc. Inoltre bisogna tener conto della gravità degli eventuali effetti nocivi. Se essi si riducono ad un mal di testa o a un raffreddore, essi vengono trascurati.

A posteriori viene fuori che in una certa percentuale statistica un certo vaccino è stato nocivo in modo “abbastanza” grave. Questa percentuale può essere  più o meno grande. Se la percentuale è molto bassa (per esempio meno di dieci casi su un milione), si può dire, per convenzione, che il vaccino sia sicuro, altrimenti si può dire, sempre per convenzione, che esso sia nocivo. Tuttavia, a priori, quel vaccino è sicuro e nocivo allo stesso tempo.

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