Cinema e romanzi come documenti di psicologia applicata

Cinema e romanzi come documenti di psicologia applicata

I buoni film e i buoni romanzi possono costituire importanti documenti di psicologia applicata, in quanto descrivono i comportamenti di personaggi emblematici, i loro pensieri, le loro logiche, le loro strategie esistenziali, i loro sentimenti, le loro emozioni, le loro motivazioni ecc. Queste rappresentazioni degli effetti esteriori delle dinamiche psichiche interiori sono valide ed efficaci nella misura in cui sono realistiche e attirano l’attenzione dello spettatore o del lettore su dettagli significativi e importanti delle vicende, specialmente per quanto riguarda i messaggi e i segnali scambiati nei rapporti interpersonali.

2 commenti

  1. Claudia

    Una delle funzioni del teatro antico greco (e classico in generale) era la “catarsi”, il riconoscimento delle proprie tensioni tramite immedesimazione e la conseguente “liberazione” di esse. Oggi abbiamo un approccio decisamente più analitico su tutto, il riconoscimento e il sentimento intuitivo di appartenenza a quella categoria lasciano il posto all’analisi: se non si tratta di un’analisi che non ci rispecchia per nulla, diciamo una di quelle totalmente oggettuali (perché io non amo parlare di oggettività, per me non esiste, bensì di oggettualità, e in senso peggiorativo reificazione) come l’analisi logica o del periodo, ma di analisi speculare, la letteratura ci fornisce un mezzo eccellente per il riconoscimento di noi stessi e del mondo. Per me non è valido soltanto il realistico: il mondo simbolico, metaforico e relazionale è validissimo…e la letteratura se ne fa grande portatrice. L’arte è infatti nemica dell’oggettualità mera e pura e la letteratura è arte. Il riscatto letterario è riconoscere e far riconoscere delle tematiche e problematiche spesso molto difficilmente spiegabile senza fare catastrofi linguistiche e incomprensione. La letteratura è un potenziale ponte

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