Due modi di intendere l’inconscio

Ormai tutti ammettono l’esistenza dell’inconscio, tuttavia con due diversi modi di intenderlo.

Il primo modo considera l’inconscio solo come nascondiglio o dimenticatoio di cose (idee, desideri, ricordi ecc.) di cui ci vergogniamo o che ci addolorano.

Il secondo lo considera come agente autonomo (una specie di homunculus) che in ogni momento determina, ovvero guida, a nostra insaputa, i nostri sentimenti, pensieri, motivazioni e comportamenti perseguendo fini contrastanti rispetto a quelli del nostro io cosciente.

Il secondo modo non esclude il primo, mentre il primo esclude il secondo, per accettare il quale occorre il coraggio di pensare fuori da qualsiasi convenzione.

Infatti, per i più, l’idea che l’”io non è padrone in casa propria” è intollerabile e spaventosa. Ed è lo stesso inconscio ad impedire tale presa di coscienza, per una sorta di istinto (ovviamente inconscio) di conservazione.

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