Economia e (in)giustizia

Economia e (in)giustizia

Da un punto di vista filosofico (etico), mi pare che l’economia comporti grossi problemi di giustizia, anzi, di ingiustizia, se per giustizia intendiamo equità, ovvero una equa ripartizione del benessere tra gli esseri viventi.

Un primo problema è la dipendenza dell’economia dalla finanza, e dal fatto che, se la finanza non è regolata (ovvero moderata, limitata), i più ricchi diventano sempre più ricchi, e i più poveri sempre più poveri. In altre parole, i più ricchi sono sempre avvantaggiati. Osservazione banale, ma carica di gravi conseguenze (etiche e anche economiche).

Un secondo problema è quello della concorrenza, per cui per uno che vince, alcuni perdono. In altre parole, raramente si vince insieme, ma ogni vittoria è anche una sconfitta, a seconda del punto di vista.

Un terzo problema ha a che fare con l’automazione, che rende il lavoro umano sempre meno rilevante, causando disoccupazione su vasta scala e arricchendo ulteriormente coloro che “assumono” macchine e licenziano persone.

Un quinto problema è il fatto che in economia hanno più successo (e quindi più ricchezza e opportunità) i più intelligenti. E’ giusto che i più intelligenti, oltre ad avere il vantaggio di essere più intelligenti abbiano anche quello di essere più ricchi? Lo stato dovrebbe sovvenzionare i meno intelligenti che a causa delle loro minore intelligenza restano confinati nei livelli più bassi di ricchezza?

Naturalmente l’economia presenta anche lati positivi che portano ad un maggior benessere comune, per cui anche le condizioni degli “schiavi” possono migliorare, ma quanto contribuisce l’economia all’equità? Temo che la risposta sia: per niente.

Forse una soluzione per rendere più etica sia l’economia che la finanza è quella di limitare l’arricchimento, per esempio, obbligare chi supera certi livelli di ricchezza, a investire il surplus in attività di interesse nazionale, o semplicemente a pagare più tasse di quanto non facciano oggi. Ma questa regola dovrebbe essere a livello planetario, altrimenti i capitali vengono spostati nei paradisi fiscali. I paradisi fiscali generano inferni per i poveri.

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