Forme e valori

Nel discorso che sto facendo, per forma intendo qualsiasi configurazione sensoriale o testuale, analogica o digitale, riconoscibile da un essere umano, e per valore, un certo grado di verità, di bontà o di bellezza che può essere attribuito ad una forma.

Una forma può essere costituita da un oggetto, da una persona, da un’immagine, da uno stile, da un’idea, da un’ideologia, da una parola, da un’affermazione, ecc.

In tal senso, possiamo dire che ogni essere umano attribuisce soggettivamente (consciamente o inconsciamente) certi valori a ogni forma che è capace di riconoscere.

Il comportamento di un essere umano è influenzato dai valori che egli attribuisce (consciamente o inconsciamente) alle forme da lui riconosciute, e dalla sua conoscenza dei valori che altre persone persone attribuiscono alle stesse forme.

Intendo dire che ogni essere umano è sentimentalmente e/o cognitivamente attratto dalle forme per lui più vere, più buone e più belle, e prova repulsione per quelle per lui più false, più cattive e più brutte.

Come avviene l’attribuzione dei valori alle forme apprese?

L’attribuzione di valori può essere “insegnata” da altri come parte di una educazione, o di una imitazione, oppure può essere originale, cioè avvenire spontaneamente, creativamente, in base a esperienze e a riflessioni personali del soggetto.

L’attribuzione di valore può essere più o meno “sana” in senso psicopatologico in quando può dare luogo a comportamenti più o meno favorevoli alla soddisfazione dei bisogni della persona.

La psicoterapia dovrebbe esaminare le attribuzioni di valore memorizzate nella mente del paziente al fine di individuare quelle non sane e correggerle.

 

 

 

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