Sull’uso del mistero

Anche io credo nell’esistenza di cose inconoscibili, indefinibili, misteriose, ma non ci speculo sopra intellettualmente (né econonomicamente) come tanti religiosi e ciarlatani spiritualisti. Ci sono anche cose che una volta erano misteriose e sono oggi spiegate dalla scienza. Ma finché certe cose restano inconoscibili non cerco di interpretarle a mio comodo, per deresponsabilizzarmi o consolarmi con un placebo. Diceva Wittgenstein: “Su ciò di cui non si è in grado di parlare, si deve tacere”. Altrimenti si rischia di dire cose che servono ad altri scopi che alla conoscenza della verità.

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