Introduzione al caffè filosofico del 9/12/2021 sul tema “Conoscere il mondo, gli altri e se stessi:  modi e limiti.”

Che significa “conoscere?” Ecco alcuni dei significati di questo termine forniti dal vocabolario Treccani:

  • apprendere e ritenere nella mente una nozione
  • essere in grado d’intendere
  • avere notizia di una cosa, sapere cioè che essa esiste
  • avere cognizione esatta e precisa di una cosa
  • aver provato una cosa, averne fatto esperienza
  • sapere per prova diretta le qualità, i modi di essere di una cosa
  • aver pratica, soprattutto di meccanismi
  • discernere, saper distinguere
  • riconoscere
  • essere in relazione, avere familiarità
  • comprendere, capire

I termini “capire”, “sapere”, “comprendere”, “sperimentare” (quest’ultimo nel senso di avere esperienza) vengono spesso considerati sinonimi di “conoscere”  A tal proposito, dopo una ricerca in Internet sulle differenze tra questi termini, ho trovato una serie informazioni che riassumo come segue:

Conoscere

  • “conoscere” riguarda l’esperienza e il ricordo di qualcosa (compresa o non compresa, capita o non capita)
  • la conoscenza è a disposizione di tutti, è nelle biblioteche, si acquisisce con lo studio, con la lettura, con l’ascolto e/o con la lettura, visione o ascolto di documenti (media)
  • tuttavia qualcuno preferisce chiamare la “conoscenza” (in senso scolastico o accademico) il “sapere” e usare il termine “conoscenza” per indicare qualcosa di più profondo

Capire

  • comprendere con l’intelletto, intendere
  • afferrare e penetrare profondamente con l’intelletto, sentire intimamente
  • riferito a una persona: penetrarne l’animo, le intenzioni, il carattere
  • rendersi convinto, esser persuaso
  • capire riguarda il “senso” o il “significato” di qualcosa che viene letto o visto, come ad esempio una frase in una lingua straniera. Corrisponde all’inglese “understand”
  • “capire” è da intendersi come conoscere non solo un insieme di informazioni, ma anche i collegamenti logici tra di esse, e tra la cosa capita e il resto del mondo, oltre all’importanza e al valore delle informazioni stesse.

Sapere

  • il sapere è qualcosa di soggettivo, personale e interiorizzato, che influenza il nostro comportamento e i nostri sentimenti.
  • sapere è anche usato come sinonimo di “saper fare”
  • avere conoscenze e informazioni su qualcosa per averle acquisite o attraverso lo studio o attraverso la pratica e l’esperienza o per averle apprese da qualcuno o da qualcosa
  • aver chiaro nella mente, essere cosciente, rendersi conto 

Comprendere

  • “comprendere” implica un’elaborazione razionale e/o emotiva di un’esperienza, una riflessione su di essa, un approfondimento di essa
  • “comprendere” può anche significare “accettare”, “accogliere” oppure ritenere  che una certa cosa o una certa idea sia coerente con la propria visione del mondo, o compresa, cioè inclusa, in essa
  • sapersi spiegare una cosa, un fenomeno
  • riferito ad altre persone: intendersi, penetrare nei sentimenti l’uno dell’altro, avere reciproca comprensione, provare empatia

Sperimentare

  • conoscere per esperienza diretta, per prove avute o vissute personalmente
  • sottoporre a esperimento; applicare, usare, mettere alla prova qualche cosa per accertarne e verificarne le capacità funzionali, la validità, l’efficacia, il rendimento
  • nell’ambito della ricerca scientifica, procedere secondo le norme del metodo sperimentale
  • sperimentare può essere involontario o volontario, ovvero intenzionale, come ad esempio voler mettere alla prova una intuizione propria o altrui

Malgrado le differenze semantiche che ho trovato, spesso i termini sopra menzionati vengono usati come sinonimi.

Detto questo, nella conversazione di questa sera vi suggerisco di porvi, o di porre agli altri, domande come le seguenti:

  • che rapporto ci può essere tra la nostra conoscenza della realtà e la realtà stessa?
  • in quale misura possiamo conoscere una certa realtà?
  • quali aspetti possiamo conoscere di una certa realtà?
  • cosa non possiamo conoscere della realtà in generale e di una certa cosa in particolare?
  • che rapporto c’è tra conoscenza e verità? (con l’inziale minuscola o maiuscola)
  • che danni può provocare a se stessi e agli altri una conoscenza sbagliata?
  • cosa può conoscere del mondo un neonato?
  • cosa può conoscere del mondo un animale?
  • in quali modi possiamo apprendere una conoscenza?
  • in che modi siamo condizionati (e limitati) dalle nostre conoscenze?
  • che rapporto c’è tra intelligenza e conoscenza?
  • che rapporto c’è tra conoscenza e razionalità?
  • che rapporto c’è tra conoscenza e capacità di prevedere il futuro?
  • in che modi le nostre conoscenze possono essere influenzate (distorte, inibite o accresciute) dai nostri sentimenti, dalle nostre emozioni, dal nostro inconscio?
  • In quale misura il proprio bias cognitivo può influenzare e limitare la propria conoscenza?
  • un essere umano può conoscere se stesso senza conoscere gli altri?
  • un essere umano può conoscere gli altri senza conoscere se stesso?
  • il principio aristotelico di non contraddizione, può favorire o ostacolare la conoscenza?

A voi la parola.


PS: Chi fosse interessato a conoscere le mie personali opinioni sul tema di questa sera può leggere questo capitolo del mio libro Psicologia dei bisogni: “Significato, metodo e limiti della conoscenza”.

 

Vedi anche “Caffè filosofico online. Conversazioni sulla vita, sulla società e sulla natura umana

 

3 commenti

  1. Cara Chicchi, quando parteciperai ad un caffà filosofico da me moderato potrai proporre questo tema. La procedurà è che alla fine di ogni sessione si scegle insieme il tema per la prossima. Ognuno può proporre un tema e si vota quello preferito dalla maggioranza.

  2. Pingback: Temi per caffè filosofici – Il mondo visto da me

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